Eni è presente in Congo dal 1968. La produzione in quota Eni nel 2010 è stata di 110 mila boe/giorno. L’attività è condotta nell’offshore convenzionale e profondo di fronte a Pointe Noire e nell’onshore per una superficie sviluppata e non sviluppata di 11.580 chilometri quadrati (6.074 chilometri quadrati in quota Eni).
I giacimenti operati da Eni nel Paese sono Zatchi (Eni 65%), Loango (Eni 50%), Ikalou (Eni 100%), Djambala, Foukanda e Mwafi (Eni 65%), Kitina (Eni 35,75%), Awa Paloukou (Eni 90%), M’Boundi (Eni 83%) e Kouakouala (Eni 75%).
Altre significative aree in produzione sono i permessi partecipati con una quota del 35% di Pointe Noire Grand Fond, PEX e Likouala.

Nella fase esplorativa, Eni partecipa nei blocchi Mer Très Profonde Sud (Eni 30%) nell’offshore profondo e Noumbi (Eni 37%) nell’onshore, mentre è operatore sul blocco esplorativo offshore di Marine XII (Eni 65%).

Le attività di esplorazione e produzione di Eni in Congo sono regolate da Production Sharing Agreement.
Nel medio termine, la produzione di petrolio di Eni è prevista raggiungere oltre 120 mila boe/giorno per effetto dell’integrazione e sviluppo degli asset acquisiti e degli altri progetti in corso.
Produzione La produzione è fornita principalmente dai giacimenti operati di M’Boundi (37 mila boe giorno), Awa Paloukou (9 mila boe/giorno), Zatchi (11 mila boe/giorno), Loango (8 mila boe/giorno), Ikalou (8 mila boe/giorno), Foukanda, Djambala e Mwafi e Kitina (9 mila boe/giorno complessivamente) e dai giacimenti non operati situati nei permessi produttivi PEX, Pointe Noire Grand Fond e Likouala (complessivamente 22 mila boe/giorno).

Nel corso dell’anno è avvenuto lo start-up produttivo dei giacimenti onshore Zingali e Loufika (Eni 85%, operatore), satelliti di M’Boundi.
Le altre attività hanno riguardato l’avvio di ulteriori programmi di sviluppo dei giacimenti offshore in produzione. I progetti saranno completati nel corso del biennio 2011-2012.
Sviluppo Prosegue lo sviluppo del giacimento di M’Boundi attraverso l’applicazione di avanzate tecniche di recupero assistito Eni e la valorizzazione economica del gas associato nell’ottica di riduzione del flaring. A tal fine, nel 2009, Eni ha finalizzato contratti di lungo termine per la fornitura di gas associato dal campo di M’Boundi per alimentare tre facility nell’area di Pointe Noire: (i) l’impianto di potassio, in costruzione, di proprietà della società canadese MAG Industries; (ii) l’esistente impianto di generazione di energia elettrica di Djeno (CED - Centrale Elettrica di Djeno); (iii) la nuova centrale di produzione di energia elettrica CEC Centrale Electrique du Congo (Eni 20%). Questi impianti in futuro riceveranno anche gas dalle scoperte offshore nel permesso Marine XII. La costruzione della centrale CEC prevista dagli accordi di cooperazione firmati nel 2007 con la Repubblica del Congo prosegue secondo il planning previsto con l’avvio del primo e del secondo turbo generatore.
Le altre attività dell’anno hanno riguardato il progetto RIT relativo alla riabilitazione della linea elettrica di Pointe Noire-Brazzaville, nell’ambito del progetto integrato per la valorizzazione del gas del Paese.

La fase 1 del progetto di distribuzione di energia elettrica a Pointe Noire è stata avviata nel corso del 2010.
Nell’ambito degli accordi di cooperazione, uno dei progetti riguarda la ricerca e lo sfruttamento di oli non convenzionali nei due permessi onshore di sabbie bituminose di Tchikatanga e Tchikatanga-Makola della superficie complessiva di circa 1.790 chilometri quadrati. Studi preliminari hanno evidenziato un importante potenziale minerario.

Eni ha in programma l’applicazione della tecnologia proprietaria Eni Slurry Technology (EST) al fine di valorizzare gli oli pesanti che saranno estratti dalle sabbie. Tale tecnologia è in grado di azzerare il residuo pesante della lavorazione massimizzando la resa in prodotti leggeri. Il progetto beneficerà delle sinergie derivanti dall’utilizzo delle infrastrutture del campo operato di M’Boundi.

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