Nel 2010 il settore della raffinazione nel Mediterraneo e in Europa ha risentito del perdurare della debolezza della domanda a fronte di un eccesso di capacità di raffinazione e dell’alta volatilità delle quotazioni dei greggi non seguiti da una proporzionale variazione nelle quotazioni dei prodotti.
Lo scenario del settore nei prossimi anni sarà caratterizzato da:
- domanda di prodotti petroliferi stabile o in lieve contrazione;
- eccesso di capacità di raffinazione e sbilanciamento tra domanda e offerta nel mix di prodotti, con surplus di benzina e deficit di distillati medi;
- politiche energetiche cosiddette “oil less” ed in particolare:
- per quanto attiene i biocarburanti, la Direttiva 2009/28/CE sulle fonti rinnovabili (Renewable Energy Sources o direttiva RES), che pone obiettivi vincolanti nell’utilizzo di energia rinnovabile. Al 2020 almeno il 20% del totale in termini energetici e, nel settore trasporti, almeno il 10% del totale, con potenziali impatti sul livello di additivazione di biocarburanti nei prodotti destinati al mercato trazione;
- la Direttiva 2009/30/CE Fuel Quality Directive (FQD) che, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, incrementa il livello di ossigenati al 3,7% in peso e permette l’uso di eteri (MTBE, ETBE, TAME) fino al 22% in volume, consentendo agli stati membri di richiedere una deroga in merito alla tensione di vapore nel caso di uso di etanolo nelle benzine.

Sulla base dei trend fondamentali descritti, il settore rimane esposto alla volatilità del prezzo del petrolio e alla crescita dei costi delle utility energetiche.

I progetti nella raffinazione relativi a impianti di conversione profonda per la trasformazione delle frazioni più pesanti in prodotti leggeri e pregiati assumono nello scenario descritto un’importanza crescente.
Eni intende puntare sullo sviluppo della tecnologia proprietaria EST (Eni Slurry Technology) che, nella sua applicazione industriale presso la raffineria di Sannazzaro, consentirà di azzerare la produzione di oli combustibili incrementando le rese in distillati medi.

In particolare, l’avviamento del primo impianto EST al mondo rappresenterà la validazione su scala industriale di questa innovativa tecnologia di conversione totale del “bottom of the barrel” i cui benefici potranno ricadere sia sul downstream che sull’upstream petrolifero.
Nel downstream si potranno convertire in prodotti pregiati gli oli combustibili la cui domanda è prevista in forte calo nei prossimi anni mentre nell’upstream la tecnologia EST, meglio di ogni altra tecnologia di conversione oggi disponibile, riuscirà a dare piena valorizzazione alle materie prime “non convenzionali” (es. tar sands canadesi, extra heavy oils, ecc.).

La strategia Eni mira a contrastare l’attesa debolezza dei margini delle lavorazioni a ciclo semplice attraverso le leve dell’efficienza energetica, del risparmio dei costi operativi e della selettività degli investimenti volti ad incrementare la capacità di conversione e la flessibilità delle lavorazioni.

Sulle attività di marketing, a fronte di una dinamica della domanda che si prevede ancora debole e dell’intensificarsi della pressione competitiva, Eni intende consolidare la redditività attraverso lo sviluppo delle attività non-oil, il continuo miglioramento della qualità del servizio e la fidelizzazione dei clienti, anche grazie al re-branding della rete.

Trend di mercato