Il sistema di raffinazione Eni ha una capacità bilanciata di circa 37,8 milioni di tonnellate (757 mila barili/giorno) e un indice di conversione del 61%. Nel 2010 le lavorazioni in conto proprio sono state di 34,80 milioni di tonnellate.
Nel medio termine, la strategia Eni nella raffinazione farà leva sulla selettività degli investimenti, concentrati nei progetti di upgrading della conversione e della flessibilità delle raffinerie, in particolare con il completamento e l’entrata in esercizio del progetto EST presso Sannazzaro, per cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione della domanda nei distillati medi e ampliare la possibilità di lavorare cariche diverse e di bassa qualità. Il recupero dei margini sarà sostenuto dal perseguimento di significative riduzioni dei costi operativi e azioni di ottimizzazione/integrazione dei cicli.
Al 2014, Eni pianifica un volume di lavorazioni di 37 milioni di tonnellate (+2 milioni rispetto al 2010) con un tasso di utilizzo degli impianti del 90%.
L’incremento del grado di complessità delle migliori raffinerie permetterà a Eni di cogliere al meglio le opportunità di monetizzazione dei greggi pesanti e delle risorse non convenzionali ricavando maggior valore dall’impiego dei greggi equity nei processi di raffinazione.

In particolare, gli interventi programmati consentiranno di:
- sviluppare la capacità di conversione raggiungendo una complessità FCC (Fluid Catalytic Cracking) in Europa pari al 64% al 2014 e incrementare la percentuale di distillati medi dal 42% nel 2010 al 46% nel 2013;
- aumentare la flessibilità del sistema, accrescendo la possibilità di scegliere le cariche (mix greggi e semilavorati) in funzione delle opportunità di mercato;
- conseguire il massimo vantaggio dalle tecnologie e dal know how proprietario;
- adeguare le produzioni all’evoluzione della domanda attesa di prodotti petroliferi (in crescita il gasolio a fronte della riduzione delle benzine e della contrazione dell’olio combustibile);
- aumentare le produzioni di carburanti “premium price” a minore impatto ambientale e con migliori prestazioni motoristiche.

Italia

Il sistema di raffinazione Eni in Italia è costituito da cinque raffinerie di proprietà e dalla quota di partecipazione del 50% nella raffineria di Milazzo. Ciascuna delle raffinerie Eni ha una propria connotazione operativa e strategica finalizzata a massimizzare il valore associato alla struttura impiantistica, al posizionamento geografico rispetto ai mercati di sbocco e all’integrazione con le attività Eni.

Sannazzaro: con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 180 mila barili/giorno e un indice di conversione del 61,2% è una delle raffinerie più efficienti d’Europa. Situata nella Pianura Padana, rifornisce principalmente i mercati dell’Italia nord occidentale e della Svizzera e la sua elevata flessibilità consente di lavorare un’ampia varietà di greggi. Dal punto di vista logistico, la raffineria si colloca lungo il tracciato dell’Oleodotto dell’Europa Centrale che collega il terminale di Genova con la Svizzera francese. La raffineria dispone di due impianti di distillazione primaria e di relative facility, in particolare tre unità di desolforazione. La conversione si attua attraverso l’unità di cracking catalitico a letto fluido (FCC), due unità di conversione distillati medi hydrocracking (HDCK), e l’unità di conversione termica visbreaking alla quale è associata un’unità di gassificazione del tar (residuo pesante da visbreaker) per la produzione di gas di sintesi destinato all’alimentazione della vicina centrale termoelettrica EniPower di Ferrera Erbognone. Nel prossimo quadriennio la raffineria sarà potenziata con la realizzazione di un impianto di conversione basato sulla tecnologia proprietaria EST della capacità di 23 mila barili/giorno con avvio atteso nel 2012 per la produzione, a partire da greggi pesanti e ad alto contenuto di zolfo, di distillati medi pregiati (in particolare gasolio) con azzeramento della resa in olio combustibile.

Taranto: con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 120 mila barili/giorno e un indice di conversione del 72% è in grado di lavorare un’ampia varietà di greggi e di semilavorati. Produce prevalentemente prodotti per autotrazione e per riscaldamento destinati al rifornimento dei mercati dell’Italia Meridionale. Dispone, oltre che di un impianto di distillazione primaria e delle relative facility, tra cui due unità di desolforazione, di un’unità di conversione termica a due stadi (visbreaking/thermal cracking) e un’unità di conversione spinta (RHU) che consente di trasformare, in presenza di idrogeno, residui ad alto contenuto di zolfo in prodotti pregiati e in una carica pregiata per il cracking catalitico. Lavora la maggior parte del greggio prodotto da Eni nei giacimenti della Val d’Agri, trasportato a Taranto attraverso l’oleodotto Monte Alpi (nel 2010 ne sono state lavorate 1,8 milioni di tonnellate).

Nel corso del 2010 è entrata in esercizio la nuova unità di hydrocracking (integrata con RHU) della capacità di 17 mila barili/giorno.

Gela: con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 100 mila barili/giorno e un indice di conversione del 142,4% costituisce un polo integrato a monte con la produzione di greggi pesanti dei giacimenti siciliani e a valle con gli adiacenti impianti petrolchimici Eni. Situata sulla costa meridionale della Sicilia, produce prevalentemente combustibili per autotrazione e cariche petrolchimiche. L’elevato livello di conversione è assicurato dall’unità di cracking catalitico integrata a monte con un go-finer che ne migliora la qualità della carica e da due unità di coking per la conversione di residuo pesante (atmosferico, da vuoto o da altre unità di conversione) in prodotti pregiati. La centrale termoelettrica della raffineria è dotata di moderni impianti di trattamento dei fumi che consentono il rispetto dei più elevati standard ambientali. Eni sta inoltre procedendo alla realizzazione di progetti di ammodernamento e miglioramento dell’affidabilità degli impianti di centrale di sito principalmente attraverso un upgrade delle caldaie esistenti con l’obiettivo di aumentare la redditività sfruttando le sinergie derivanti dall’integrazione raffinazione-generazione elettrica.

Livorno: con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 84 mila barili/giorno e un indice di conversione dell’11,4% produce prevalentemente benzine, gasoli, olio combustibile per bunkeraggi e basi lubrificanti. Dispone, oltre che degli impianti di distillazione primaria, di due linee di produzione di lubrificanti. Il collegamento con le strutture portuali di Livorno e con i depositi di Firenze attraverso due oleodotti consente di ottimizzare le attività di ricezione, movimentazione e distribuzione dei prodotti.

Porto Marghera: con una capacità di raffinazione primaria bilanciata di 80 mila barili/giorno e un indice di conversione del 20,2% rifornisce principalmente i mercati dell’Italia Nord Orientale e dell’Austria. Dispone, oltre che degli impianti di distillazione primaria, di un impianto di conversione termica a due stadi (visbreaking/thermal cracking) per l’aumento delle rese di prodotti pregiati.

Milazzo: partecipata in forma paritaria da Eni e Kuwait Petroleum Italia, con una capacità di raffinazione primaria bilanciata in quota Eni di 80 mila barili/giorno e un indice di conversione del 73%, è situata sulla costa settentrionale della Sicilia. Dispone, oltre che di due impianti di distillazione primaria, di un’unità di cracking catalitico a letto fluido (FCC), di un’unità di conversione distillati medi hydrocracking (HDC) e di un’unità di trattamento dei residui (LC-Finer).

Estero

In Germania Eni possiede una partecipazione dell’8,33% nella raffineria di Schwedt e una partecipazione del 20% in Bayernoil, un polo di raffinazione integrato che comprende le raffinerie di Vohburg e Neustadt. La capacità di raffinazione in quota Eni è di circa 60 mila barili/giorno utilizzata per l’approvvigionamento delle reti di distribuzione in Baviera e nella Germania Orientale.

Eni partecipa con il 32,4% nella società Ceska Rafinerska che possiede e gestisce le due raffinerie di Kralupy e Litvinov in Repubblica Ceca; la capacità di raffinazione bilanciata in quota Eni è di circa 53 mila barili/giorno.
Eni inoltre, con una partecipazione del 33,34% in Galp, controlla congiuntamente al gruppo portoghese Amorim le due raffinerie del Portogallo: Porto, di piccole dimensioni e specializzata nella produzione di basi lubrificanti, e Sines, più grande e complessa, integrata con la petrolchimica.

Le attività - Raffinazione