Nel 2010 la spesa complessiva in attività di Ricerca e Sviluppo della Saipem è stata di circa €14 milioni (17 nel 2009). Il personale full time equivalent impegnato nelle attività di R&S nel corso del 2010 è di 60 unità.
Nel corso dell’anno la società ha depositato 17 domande di brevetto.
Sono di seguito sintetizzati i principali risultati dell’attività di ricerca e innovazione tecnologica conseguiti nel 2010 distinti sulle tre aree tematiche di interesse: sviluppo degli asset operativi (mezzi navali e processi), tecnologie offshore e tecnologie onshore.

Tecnologie asset
L’innovazione tecnologica sugli asset viene perseguita con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità del business in termini di competitività, affidabilità delle operazioni e riduzione dell’impatto ambientale. In particolare, le consuete attività per lo sviluppo di nuove tecnologie hanno visto nel corso del 2010 il passaggio, per alcuni progetti, dalla fase di concettualizzazione a quella sperimentale:
- Attrezzature: sono stati validati i nuovi sistemi per la realizzazione del ricoprimento del giunto di saldatura a bordo del mezzo di posa, le tecniche per il controllo remoto della presenza di deformazioni anomale durante il varo delle condotte in mare e alcune tecnologie complementari alle attività di scavo per scenari operativi critici. È stata conclusa anche una prima fase di studio relativa a tecnologie per la sostenibilità delle operazioni di costruzione di infrastrutture in aree marine particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale;
- Mezzi navali: prosegue lo sviluppo di dettaglio e l’implementazione dei principali sistemi e sottosistemi tecnici di produzione e varo di condotte sulla nuova nave posatubi CastorOne.
Nel corso del 2010 si sono svolti inoltre due eventi importanti per favorire la diffusione della conoscenza e l’innovazione tecnologica di gruppo: l’“Offshore and Arctic Technology Development Workshop” e la nuova edizione del “Trofeo dell’Innovazione”.

Tecnologie offshore
L’attività si è focalizzata su programmi dedicati al continuo miglioramento di soluzioni innovative per lo sviluppo dei campi di produzione di petrolio e gas naturale in mare. Le principali attività condotte riguardano lo sfruttamento di campi in aree di frontiera, quali le acque profonde e le zone artiche, la valorizzazione di riserve di gas naturale offshore attraverso lo sviluppo di tecnologie di liquefazione su impianti galleggianti (offshore LNG), così come lo sfruttamento di energie rinnovabili offshore:

- Subsea processing: il nuovo sistema di separazione gravitazionale gas/liquido “multipipe” (brevettato) ha superato con successo la seconda fase di test previsti per il 2010 nell’ambito di un programma industriale (JIP, Joint Industry Project) supportato da importanti compagnie petrolifere. In questa fase i risultati ottenuti hanno confermato l’efficacia del separatore in condizioni di flusso reale;
- SURF: sono proseguite alcune attività iniziate nel corso del 2009, includendo progetti per sviluppare soluzioni per nuovi riser da utilizzare in acque ultraprofonde (fino a 3.000 metri di profondità) o di profondità intermedie (fra 300 e 500 metri). In continuità con quanto svolto nel corso dei precedenti anni sono stati inoltre condotti lavori su tecnologie sottomarine di isolamento termico e anticorrosione;
- FLNG: le attività si sono intensificate nel 2010, in particolare per ciò che concerne lo sviluppo di soluzioni relative a un sistema LNG flottante di media scala e di una soluzione “tandem offloading”, che utilizza un tubo flessibile galleggiante criogenico;
- Energie rinnovabili “offshore”: le attività sono state focalizzate prevalentemente sul prototipo in larga scala (10 metri di diametro) della turbina sottomarina denominata Sabella, che nei prossimi anni potrebbe essere potenzialmente installata (in serie) al largo delle coste della Bretagna. La partecipazione del governo francese al finanziamento del progetto è stata ufficialmente annunciata alla fine del 2010.

Tecnologie onshore
L’attività è rivolta allo sviluppo di tecnologie di processo e al relativo know-how, così come all’applicazione delle più moderne e aggiornate tecnologie di terzi, supportando i Clienti a livello mondiale nei segmenti upstream, midstream e downstream nelle varie fasi di realizzazione degli impianti, dall’ingegneria alla costruzione:
- Impianti Urea: gli sforzi sono stati indirizzati verso l’incremento continuo delle prestazioni della tecnologia di produzione di fertilizzanti denominata “SnamprogettiTM Urea”, licenziata in tutto il mondo, a oggi, per 120 unità. Dopo aver progettato e, in alcuni casi realizzato e avviato i più grandi complessi di urea al mondo (Engro in Pakistan, Qafco V e VI in Qatar e Matix in India) basati sull’attività di singole linee da 3.850 tonnellate/giorno, è stato sviluppato un disegno concettuale per un futuro treno da 5.000 tonnellate/giorno, utilizzando la medesima, ben collaudata, sequenza di tecnologie. È inoltre in corso la progettazione di un’unità pilota per il recupero di ammoniaca nell’ambito del progetto “Urea Emissioni Zero”, che sarà costruita in un impianto commerciale;
- CCS: contestualmente al programma pilota con Enel/Eni sulla tecnologia CCS (Carbon Capture and Storage), Saipem sta seguendo la progettazione di una condotta per il trasporto in fase densa di CO2. È stata completata la fase progettuale per Eni di una linea di trasporto pilota, da collocarsi all’interno della centrale elettrica Enel di Brindisi;

- ENSOLVEX: è in fase di completamento la costruzione della prima unità commerciale basata sulla nuova tecnologia proprietaria per la bonifica di suoli e sedimenti contaminati da residui organici presso la raffineria Eni R&M a Gela (Italia);
- Microalghe: è stata completata la consegna della prima unità semicommerciale per rimuovere l’anidride barbonica dagli effluenti di raffinazione attraverso il meccanismo della biofissazione che utilizza microalghe selezionate dai laboratori di Eni R&M. La biomassa così prodotta potrà essere utilizzata nella futura produzione di biocarburanti;
- Trattamento zolfo: Saipem ha ottenuto un ulteriore brevetto applicativo relativamente alla tecnologia “Trattamento e trasporto di zolfo a emissioni zero”, un nuovo metodo di solidificazione in blocchi dello zolfo liquido, consolidando in tal modo la sua posizione di alta competenza nelle tecnologie di trattamento dello zolfo;
- EST: Saipem continua a fornire supporto per l’ingegneria e la gestione di progetto nell’ambito dello sviluppo tecnologico e dell’implementazione commerciale a diversi programmi Eni di ricerca e sviluppo, in particolare alla tecnologia EST – Eni Slurry Technology – la cui prima unità commerciale è in fase di costruzione nella raffineria Eni R&M a Sannazzaro (Italia).

Principali dati operativi

Mezzi navali di costruzione

Mezzi navali di perforazione mare

Principali investimenti tecnici

Principali progetti di ricerca e sviluppo