Il mercato del gas in Europa sta attraversando una difficile fase congiunturale a causa dell’eccesso di offerta e della lenta ripresa della domanda dopo la rilevante contrazione di fine 2008 e del 2009. Il management prevede che le attuali condizioni di squilibrio continueranno almeno fino al 2013 influenzando negativamente i prezzi spot del gas agli hub continentali e la redditività delle attività di commercializzazione. Nel 2010 la domanda di gas è aumentata rispettivamente del 6% e del 4% in Italia ed Europa. Si è trattato di un effetto “rimbalzo” rispetto al crollo registrato nel 2009 con volumi assoluti di consumo che rimangono inferiori ai livelli pre-crisi del 2007. Il management stima che la domanda di gas crescerà fino al 2020 al tasso annuo medio composto (c.a.g.r.) del +1,7% e del +1,1% rispettivamente in Italia ed Europa. Sono stime maggiormente prudenziali rispetto a quelle del recente passato che tengono conto:
- delle incertezze e della volatilità dell’attuale ciclo macroeconomico;
- della crescente adozione di modelli di consumo improntati all’efficienza energetica;
- delle politiche comunitarie di riduzione delle emissioni di gas serra e di promozione delle fonti alternative. A tale riguardo si cita la ratifica nel dicembre 2008 da parte del Parlamento Europeo del pacchetto di interventi in tema di cambiamento climatico ed energie rinnovabili (“The Climate Change and Renewable Energy Package”, noto anche come “PEE 20-20-20”) che stabilisce il conseguimento entro il 2020 dei seguenti target di sostenibilità: (i) un impegno a ridurre le emissioni di gas serra (GHG) del 20% rispetto al livello del 1990, elevabile fino a un massimo del 30% in caso di ratifica di accordi internazionali; (ii) un miglioramento dell’efficienza energetica del 20%; (iii) una produzione di energia da fonti rinnovabili del 20%.

I driver positivi della domanda saranno la maggiore compatibilità ambientale del gas rispetto agli altri combustibili fossili e lo sviluppo della produzione di energia elettrica tramite cicli combinati alimentati a gas.
Sul fronte dell’offerta, i massicci investimenti di potenziamento della capacità d’importazione da Russia, Algeria e Libia via pipeline eseguiti da Eni in anni recenti e l’ampia disponibilità di GNL hanno generato lo squilibrio del mercato. I flussi di GNL sono stati alimentati dall’avvio di importanti progetti upstream (quali i nuovi treni di trattamento in Qatar, Yemen e Russia) e dallo sviluppo commerciale di accumuli di gas non convenzionali negli Stati Uniti che hanno ridotto la propria dipendenza dalle importazioni di GNL. L’eccedenza di GNL ha trovato sbocco ai mercati spot del continente europeo (hub) favorendo la liquidità del mercato e la discesa dei prezzi. Il management ritiene che il mercato europeo del gas tornerà in equilibrio nel 2014 per effetto della costante crescita della domanda, il declino delle produzioni europee di gas in funzione della maturità dei bacini e la progressiva riduzione dell’eccesso di GNL grazie al rafforzamento della ripresa globale e alla riduzione del tasso di espansione della capacità di rigassificazione del GNL atteso nel bacino Atlantico tra il 2012 e il 2014. Il management sta valutando l’impatto sulla domanda di gas connesso ai recenti avvenimenti in Giappone e alle possibili rivisitazioni della politica energetica annunciata da alcuni Paesi dell’Unione Europea.

Outlook del mercato del gas