Eni pone particolare attenzione al rimpiazzo delle riserve prodotte per assicurare la sostenibilità del business nel medio-lungo termine. A tal fine, Eni intende ottimizzare il portafoglio di asset in produzione mediante interventi sulle aree di consolidata presenza al fine di ampliare il plateau di lungo termine dei campi in produzione, in particolare in Egitto, Pakistan, Nigeria, Congo e Golfo del Messico, dove la disponibilità di facility produttive consente di ridurre il time-to-market delle riserve scoperte. Altri progetti saranno eseguiti nell’offshore dell’Africa Occidentale, in Venezuela e nelle acque profonde del Golfo del Messico, dove le eccellenti capacità in termini di know-how e competenze consentiranno di scoprire nuove risorse.
Inoltre Eni continuerà nella diversificazione del proprio portafoglio esplorativo, attraverso progetti di esplorazione ad elevato rischio/elevato potenziale minerario quali Mozambico, Togo, Ghana, offshore Australia e Timor Est.
L’esplorazione giocherà un ruolo cruciale nell’ampliamento della resource base Eni sia nel supporto alla crescita produttiva sia nell’accesso a nuove opportunità. Nel 2010 sono stati investiti €1.012 milioni per l’esecuzione di una selettiva campagna esplorativa con il completamento di 47 pozzi esplorativi (23,8 in quota Eni) e un tasso di successo commerciale del 41% (39% in quota Eni). In particolare sono stati acquisiti permessi esplorativi in aree di presenza consolidata di Angola, Congo, Pakistan e Venezuela e in nuove aree ad elevato potenziale come Repubblica Democratica del Congo, Togo e nello shale gas della Polonia, per una superficie complessiva di circa 13 mila chilometri quadrati.

Nel prossimo quadriennio, Eni ha in programma di investire €3,6 miliardi nelle iniziative esplorative. Eni intende:
- valorizzare il patrimonio di asset nelle aree core dove si concentrerà circa il 60% degli investimenti, in particolare negli Stati Uniti, Africa Settentrionale, Africa Occidentale, Australia, Norvegia, Italia e Indonesia;

- avviare le attività di ricerca nelle aree di recente acquisizione ad elevato rischio/elevato potenziale minerario, in particolare Mozambico, Golfo di Guinea, Australia occidentale, Timor Est e Mare di Barents;
- ottimizzare il portafoglio titoli;
- valutare in maniera selettiva le opportunità al fine di migliorare il costo di produzione Eni a vita intera.

Al 31 dicembre 2010, il portafoglio minerario di Eni consiste in 1.176 titoli (in esclusiva o in compartecipazione) per l’esplorazione e lo sviluppo localizzati in 43 Paesi dei cinque continenti per una superficie complessiva di 320.961 chilometri quadrati in quota Eni di cui 41.386 chilometri quadrati relativi allo sviluppo. Il portafoglio di asset beneficia del rafforzamento nelle aree core di Africa, Asia centrale e Russia dove Eni già vantava posizione di leadership, e garantisce una sempre maggiore esposizione in Paesi con un più contenuto profilo di rischio.

Assicurare la sostenibilità del business nel medio-lungo termine attraverso il rimpiazzo delle riserve