In Italia e nel mondo, Eni opera nei territori al fine di instaurare relazioni improntate alla correttezza, alla trasparenza e al dialogo continuo con gli stakeholder, perseguendo obiettivi condivisi per creare valore e opportunità di sviluppo sostenibili. L’azienda opera attraverso la definizione di accordi di cooperazione di lungo periodo con i Governi e di joint venture con le National Oil Company, promuovendo la valorizzazione delle capacità delle persone e delle imprese locali e favorendo il trasferimento di conoscenze volto allo sviluppo di professionalità locali.
Nel 2010, le spese per il territorio (comprensive di investimenti a favore delle comunità, liberalità, contributi associativi, sponsorizzazioni, contributi a Fondazione Eni Enrico Mattei e a Eni Foundation) ammontano a circa €108 milioni.

La relazione con gli stakeholder sui temi dello sviluppo sostenibile

Nel corso del 2010, l’attività di Eni è stata tesa al rafforzamento dei rapporti con il Sistema Nazioni Unite, ONG, e con fondazioni per lo sviluppo sostenibile. Ha inoltre consolidato una partnership finalizzata al perseguimento dei Millennium Development Goals nei Paesi di operatività,attraverso l’accordo del giugno 2010 con The Earth Institute (Columbia University) per la promozione dell’accesso all’energia.

Gli accordi strategici e gli interventi per lo sviluppo locale

Nel 2010, Eni ha siglato nuovi accordi strategici in Egitto, Libia, Togo, Iraq, Repubblica Democratica del Congo e Venezuela, contenenti programmi orientati a coniugare il business e lo sviluppo sostenibile del Paese. Nell’ambito degli accordi in essere e, in particolare, in relazione allo scarso accesso all’energia tipico di alcuni Paesi di presenza operativa, Eni è impegnata a ricercare e sviluppare tutte le risorse energetiche disponibili nei Paesi stessi, ma anche a realizzare le infrastrutture energetiche atte a facilitare un più ampio accesso all’energia da parte della popolazione locale. Eni sta portando avanti da diversi anni importanti progetti di generazione elettrica in Nigeria e Congo, attraverso il recupero e il riutilizzo del gas associato, contribuendo in tal modo a soddisfare una parte significativa della domanda interna di energia in questi Paesi e, al contempo, alla riduzione delle emissioni di CO2.

Sulla base delle positive esperienze in Nigeria e Congo, Eni ha concluso accordi di collaborazione che prevedono l’estensione di questo modello di riduzione del gas flaring con altri paesi caratterizzati da bassi livelli di accesso all’energia, tra i quali Mozambico, Ghana, Angola, e Togo. Eni valuta le proprie interazioni con i contesti socio-economici in cui opera e definisce le azioni che contribuiscono allo sviluppo locale sulla base di studi di contesto e dell’ascolto dei propri stakeholder, avvalendosi di partner d’eccellenza appartenenti al mondo della ricerca universitaria, dell’alta consulenza, delle associazioni nongovernative.

I macro settori in cui Eni investe in maniera significativa, anche con il contributo di Eni Foundation, sono: a) la tutela e la promozione della salute, spesso collegata al tema dell’accesso all’acqua potabile, b) l’accesso all’educazione primaria e secondaria, e c) l’empowerment socio economico, con particolare attenzione alla valorizzazione del ruolo delle donne nella società.

Lo sviluppo del local content

Eni si impegna nei Paesi di presenza operativa a contribuire allo sviluppo delle persone e delle imprese locali, attraverso il trasferimento di conoscenze e competenze e la promozione della competitività delle imprese coinvolte nella propria catena di fornitura.
Nel 2010 la percentuale di procurato locale ha superato in media il 50%, raggiungendo valori di oltre il 90% in alcuni Paesi. L’acquisto di beni e servizi si è accompagnato ad attività di formazione rivolte ai fornitori locali finalizzate al miglioramento complessivo delle performance e alla promozione di comportamenti responsabili nell’ambito del rispetto di elevati standard ambientali e di rispetto dei diritti umani. Eni è inoltre impegnata a creareopportunità di lavoro di qualità nei Paesi in cui opera favorendo la creazione di competenze manageriali e tecniche a livello locale. Attraverso i programmi di nazionalizzazione delle posizioni manageriali, Eni persegue l’obiettivo di affiancare in misura sempre maggiore, sia nei ruoli manageriali che tecnici, professionalità locali ai cosiddetti “espatriati”, lavoratori non originari del Paese. L’aumento del 3% di lavoratori in Eni, registrato a fine 2010, si è realizzato tutto nell’ambito del personale all’estero che, oggi, è pari al 58% del totale dei lavoratori Eni, e per il 44% proveniente da Paesi in via di sviluppo.

Il valore delle relazioni